La meta perduta

04/12/2013

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In questo mondo avvengono talvolta avvenimenti davanti ai quali la ragione umana vacilla e stenta a comprenderli per la loro immensa gravità. Ognuno di noi è testimone più o meno direttamente di QUESTO MONDO ASSURDO.

Laura

 

 

In memoria delle vittime del naufragio di Lampedusa (3.10.2013) 

 

Mi chiamo Gikuyu Matombo. Ho 35 anni. Abito in un piccolo villaggio nel Sud della Somalia insieme a mia mamma e i miei figli Faida, 10 anni e Okuwi, 14 anni. Mio marito è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nella guerra l’anno scorso. Per questo non rimane che un’ultima speranza per la mia famiglia. Desidero spendere tutti i miei soldi per questa barca per pagare il viaggio verso l’Europa. Spero che possiamo passare una vita in pace e sicurezza in Europa e che i miei figli possono avere un futuro più stabile. Ho molta ansia di abbandonare il mio luogo natio e il mio paese. Ma quale alternativa mi rimane?

Marie-Luise S.

 

Io sono Jonas dalla Libia. Ho camminato per un mese attraverso il deserto per raggiungere Tripoli. Avevamo poco da mangiare. In un primo momento eravamo in quattro. Molti rifugiati si sono aggiunti verso nord. Molti sono morti. È scoppiata la guerra civile in Libia nel febbraio 2011. Mercenari dell’Africa sub-sahariana ora lottano per Muammar Gheddafi. Ogni nero è visto come soldato del dittatore. Molti sono stati catturati, maltrattati e uccisi. Nell’estate del 2011 ci hanno portato in mare su piccole barche usate. Ero spaventato a morte. Ho pensato che era meglio andare con le altre 300 persone in barca che morire in Libia. Non c’era nulla da mangiare o da bere sulla barca. In mezzo al mare la barca si è fermata perché non c’era più diesel nel serbatoio. Circa 20 persone sono morte subito. Altre barche di profughi sono affondate e molte persone sono annegate. L’elicottero di soccorso ci ha salvato dopo due giorni. La guardia costiera ha portato poi noi sopravvissuti a Lampedusa.

Andreas F.

 

Mi chiamo Abraham. Questo non è il mio nome completo ma non voglio mettere in pericolo la mia famiglia in Eritrea. Ho venti quattro anni e sono nato in Eritrea, un    paese con una dittatura liberata vent’anni fa dall’Etiopia. Il nome del dittatore è Isaias Afewerki. A quindici anni sono diventato militare e ho conosciuto fame,sete e lavori forzati. Molti giovani devono rimanere militari per più di dieci anni! Abbiamo dovuto dormire in capanne di paglia. Quando pioveva tutto si bagnava. Molti compagni sono morti di malaria, diarrea, raffreddore, denutrizione o esaurimento. Abbiamo avuto cinquanta Nafka (ca 2 Euro) ogni mese. I lavori forzati a tempo indeterminato ti distruggono! Perciò ho deciso di fuggire dalla mia patria. Ho ricevuto sussidio e aiuto da mia madre e dai miei fratelli. Ho corrotto la milizia (40 000 Nafka, ca 1250 dollari) che ci ha portato con un autobus a OM HAGR, un paese di frontiera. Da lì siamo andati a piedi. Ma la polizia ci ha fatto prigionieri e ci ha trasportato con un pick-up. Siamo saltati giù dal pick up. I poliziotti hanno fucilato un compagno e ferito due giovani. Ho corso a piedi nudi e dopo dieci giorni sono arrivato a HAFIR uno paese in Sudan. Ma dopo una settimana i soldati sudanesi hanno rapito me e due compagni e venduto ai beduini. I rapinatori ci hanno legato e tormentato e chiesto un riscatto di 1500 dollari dalla mia famiglia. Dopo due settimane i rapinatori hanno ricevuto il riscatto. Ci hanno portato con un pick up con 15 persone per il deserto. Chiunque si smarrisce è perduto! Pochissimi profughi hanno raggiunto le barche verso l`Europa.

Max P.

 

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Una barca scura (Gianmaria Testa)

In fondo al mare canta
una sirena
Tutta la notte canta
e canta piano
per chi la vuol sentir
si sente appena
In fondo al mare canta
una sirena
E in mezzo al mare va
una barca scura
che ha perso il vento perso
dalla sua vela
e chi la sta aspettar
la aspetta ancora
In mezzo al mare va
una barca scura

In fondo al mare
In fondo al mar profondo
Ci lascio il canto mio che nn consola
per chi è partito e si è perduto al mondo
In fondo al mare
In fondo al mar
In fondo

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La Vogalonga 2013

04/12/2013

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Nel file trovate la descrizione del mio viaggio a Venezia durante la Vogalonga! Sapete di cosa si tratta?

La Vogalonga 2013

 

Ulrike H.

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Il mio viaggio a Roma

04/12/2013

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Nel file trovate la descrizione del mio magnifico viaggio a Roma!

 

Il mio viaggio a Roma

 

Elfriede W.

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Le cicale

23/08/2013

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Trovo assurdo che le cicale, quei piccoli animaletti, facciano tutto quel rumore!!! e voi?

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Pensieri, parole…

23/08/2013

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Vorrei vivere come se fosse sempre vacanza! 🙂

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