Inter-agire sul Web 2.0

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Inter-agire sul web 2.0 (social media) per imparare meglio a comunicare

 

di Christian Ollivier

Limiti della comunicazione nella classe di lingue

Numerosi esperti di glottodidattica hanno messo in risalto le specificità e soprattutto i limiti della comunicazione in contesti di insegnamento e apprendimento delle lingue straniere.

 

L. Dabène [1984] ha sottolineato come gli scambi, in classe, siano fortemente caratterizzati da una relazione asimmetrica insegnante-allievo. Ciò ha come conseguenza immediata che tanto l’insegnante quanto l’apprendente restino ancorati ai loro ruoli anziché agire come persone e partecipare in maniera autentica agli scambi conversazionali [Lauga-Hamid, 1990].

 

Anche P. Bange [1992] evidenzia come la relazione asimmetrica tra l’insegnante/valutatore e l’apprendente sia caratterizzata dal peso istituzionale dell’insegnante. In questa situazione la classe diventa uno spazio comunicativo dove non si realizza una comunicazione autentica e nel quale l’attenzione agli aspetti formali della lingua ha il sopravvento sulla comunicazione stessa. Parlare si trasforma in un pretesto per imparare la lingua, mentre, al di fuori del contesto classe, il contenuto della comunicazione ha un’importanza maggiore della forma.

 

Molti esperti [Capucho, 2000; Cicurel, 1985, 1998] hanno sottolineato che purtroppo le situazioni proprie del contesto classe non permettono la comunicazione tra gruppi di studenti. È stato rilevato che la maggior parte delle interazioni si sviluppano tra l’insegnante e gli apprendenti, lasciando così poco spazio all’interazione studente-studente. Nei pochi casi in cui si verificano interazioni tra gli studenti, esse riguardano gruppi di coetanei [Felix, 1998].

 

 

Internet: una finestra sul mondo che si apre alla comunicazione autentica.

 

Nell’avvento di internet gli esperti hanno visto l’opportunità di offrire agli apprendenti una diversificazione delle interazioni, aprendo il contesto classe al mondo.

 

S. Tella [1996], in un articolo sul futuro dell’insegnamento nell’era dei numeri, vede nella posta elettronica un mezzo per potenziare la comunicazione tra gli studenti e prevede una generalizzazione dell’uso della posta elettronica nel contesto dell’apprendimento linguistico, persuaso che tale mezzo romperà l’isolamento della classe di lingue e diventerà «an automatic requirement for foreign language studies [1]» [Tella, 1996, p. 7].

 

O. Kelm [1996] riprende l’ipotesi avanzata da R. Ellis [1994] secondo cui le competenze comunicative degli apprendenti aumentano di più quando interagiscono con i loro coetanei che non quando interagiscono con i loro genitori o con i loro insegnanti. Allo stesso modo sottolinea come uno dei vantaggi principali delle tecnologie sia quello di promuovere l’interazione tra gli apprendenti.

 

M. Warschauer [1996, p. ix] prevede a sua volta un’apertura che andrà al di là della comunicazione tra gli studenti e ritiene che questo mezzo permetterà « to communicate rapidly and inexpensively with other learners or speakers[2] of the target language around the world[3] ». B. Rüschoff (1997), considerando questa apertura verso il mondo, pensa che essa permetterà «eine Form authentischer Kommunikation über die eigene Lernergruppe hinweg […], womit dem Kriterium der Authentizität der Interaktion Rechnung getragen wird[4] » (Rüschoff, 1997, p. 111)

 

Secondo gli esperti che hanno studiato sin dall’inizio l’utilizzo di Internet nei contesti di insegnamento/apprendimento di una lingua straniera, Internet rappresenta un’apertura sul mondo e offre un tipo di comunicazione più autentica di quella che ritroviamo all’interno della classe di lingue. Internet ha davvero cambiato le cose, come prevedevano gli esperti a metà degli anni ’90? Qual è la realtà 15 anni dopo?

 

Utilizzazione limitata di Internet

 

Un’analisi degli studi più recenti mostra, tuttavia, che le previsioni (o le visioni) dei ricercatori non si sono diffuse nella pratica. Gli insegnanti che approfittano delle possibilità offerte da Internet non sono ancora molti. Uno studio realizzato nei centri linguistici delle università austriache (Ollivier, Krautgartner, Strasser, & Weiß, 2005) ha mostrato lo scarso utilizzo e la quasi totale assenza di integrazione delle tecnologie della comunicazione (forum, chats, wikis…). Questa era la situazione prima della nascita di quello che oggi è conosciuto come Web 2.0, web sociale e partecipativo. Vale a dire un web (e le sue applicazioni) basato sui legami sociali e sulla collaborazione tra utenti web nella creazione di reti o comunità virtuali.

 

Anche negli insegnanti che fanno uso delle tecnologie di comunicazione e collaborazione possiamo vedere che l’apertura al mondo resta limitata. Come hanno notato numerosi ricercatori (Jeanneau & Ollivier, 2009, 2011; O’Dowd & Ware, 2009; Thorne & Black, 2007), le tecnologie della comunicazione sono state inizialmente utilizzate solo nel contesto dei corsi di lingua. Solo in un secondo momento sono stati sviluppati dei progetti che hanno permesso di oltrepassare i muri della classe. Ma, nella maggior parte dei casi, si tratta essenzialmente di scambi tra gruppi di apprendenti distanti tra loro. E, sebbene tale pratica faciliti l’interazione tra parlanti nativi distanti, l’apertura verso il mondo rimane fortemente legata a un quadro educativo delimitato. In generale, coloro che partecipano all’interazione vengono scelti dall’insegnante come parte di un progetto educativo e si tratta comunque di altri apprendenti.

 

Così, l’apertura sul mondo rimane limitata e i partecipanti all’interazione sempre gli stessi. Inoltre, la presenza dell’insegnante, e il fatto che di solito si tratti di compiti che riguardano principalmente l’apprendimento di una lingua, rende la comunicazione meno autentica di quello che potrebbe invece essere, e ciò si pone in contraddizione, dunque, con le previsioni degli esperti in materia.

 

Attraverso l’analisi delle interazioni, presenti in un forum didattico, tra studenti di francese come lingua straniera e francofoni scelti dall’insegnante, C. Jeanneau et C. Ollivier (2009, 2011) hanno dimostrato che i contributi degli studenti sono stati influenzati più dal loro rapporto con gli insegnanti che non dalla loro relazione con i francofoni. Sebbene apparentemente gli studenti comunicassero direttamente con i madrelingua, tanto il loro modo di scrivere (particolarmente attento alla forma linguistica) quanto i contenuti (poveri dal punto di vista socio-affettivo e da quello della costruzione dell’ identità), indicavano che in realtà tali contributi erano realizzati  in funzione dell’interazione con l’insegnante.

 

Verso un approccio interattivo e obiettivi reali

 

Se si vuole che gli insegnanti offrano ai propri alunni la possibilità di agire e interagire in contesti autentici e con interlocutori diversi, ci sembra necessario aprire al mondo, al di là dello spazio-classe e di singoli gruppi di studenti. Si tratta quindi di proporre dei compiti legati alla vita reale da realizzare attraverso interazioni diversificate, che vadano oltre quelle proprie del contesto classe tra insegnante-studente e studente-studente. Il che porta a considerare l’insegnamento delle lingue dal punto di vista interattivo, dal momento che sono proprio le interazioni sociali che determinano la comunicazione (Grillo, 2000, Jacques, 1982, 1985) e l’azione (Brassac & Gregori, 2000). I compiti della vita reale, aggiunti a quelli comunicativi e pedagogici previsti dal QCER (Consiglio d’Europa, 2001), consentiranno agli studenti di interagire con diversi interlocutori e in situazioni autentiche senza l’influenza diretta del docente, che non sarà più né il destinatario né il valutatore delle loro azioni.

 

La ricerca presenta casi in cui, nel quadro dell’ apprendimento della lingua, gli studenti devono accedere ad alcuni siti per interagire con altri utenti Internet che non sono studenti di lingue. B. Hanna e J. De Nooy (2003) riferiscono l’esperienza di alcuni studenti che hanno partecipato al forum del quotidiano “Le Monde”, C. Ollivier (2007, 2010) analizza la partecipazione degli studenti all’enciclopedia on-line Wikipedia. Ci sono anche i risultati di ricerche sugli effetti positivi della partecipazione di studenti di inglese come lingua straniera a comunità virtuali, al di fuori del contesto di insegnamento e di apprendimento (Black, 2005, 2006, 2008; Kramsch, A’Ness , e Lam, 2000; Lam & Kramsch, 2003). Queste pubblicazioni più recenti sottolineano i vantaggi della partecipazione a siti Web 2.0 in termini di costruzione dell’identità e di sviluppo di competenze comunicative. C. Ollivier (2007, 2010) mette in evidenza l’aumento della motivazione negli studenti che hanno partecipato alla pubblicazione di un contributo “reale” su Wikipedia. Molti di loro hanno apprezzato il fatto di aver prodotto testi destinati a essere letti da altri utenti di internet e non solo dall’insegnante o da loro stessi, in altre partole da un pubblico reale  al di fuori dello spazio classe. I vantaggi di agire in un contesto di interazione reale, e, specificamente, di essere letti da un pubblico, sono stati sottolineati da altri autori: C. Evans [Evans, 2005] sottolinea la motivazione sorta tra gli studenti coinvolti nella creazione di un sito destinato ai futuri studenti del loro istituto. A una conclusione simile giungono B. Mak e D. Coniam (2008) riportando un’ esperienza di scrittura su wiki in cui si richiedeva agli studenti di produrre un opuscolo destinato ai genitori degli studenti dell’istituto.

 

Il fatto di poter usare la lingua in un contesto reale per interlocutori, anche se sconosciuti, che parlano la stessa lingua di destinazione concretizza l’apprendimento e gli dà una dimensione sociale fino ad ora inesistente. Gli studenti, indipendentemente dall’ età, dall’origine e dagli obiettivi, hanno ben compreso questo fatto. Si rendono conto che, nelle attività di apprendimento, con l’uso del web 2.0 hanno nelle loro mani gli strumenti necessari per realizzare una comunicazione autentica.

 

Esempi di compiti comunicativi su Babelweb.pro

 

La nascita del Web 2.0, con i suoi numerosi siti partecipativi, offre all’insegnante un gran numero di siti a cui gli studenti possono essere incoraggiati a partecipare. In un lavoro dedicato all’uso del Web 2.0 nella classe di lingua, L. Puren e C. Ollivier (2011) forniscono alcuni esempi concreti per il tedesco, l’inglese, lo spagnolo, il francese e l’italiano. Siamo comunque consapevoli della difficoltà di identificare siti che possano rispondere alle esigenze, agli interessi, agli obiettivi didattici e al livello di competenza degli studenti. Per questo motivo è stato lanciato il progetto Babelweb, per realizzare e attivare spazi editoriali e di interazione nelle lingue romanze (per ulteriori informazioni su Babelweb, leggere la sezione “Che cos’ è Babelweb?”). Babelweb.Pro è un’estensione di questo progetto e mira a promuovere in primo luogo Babelweb, e, in secondo luogo, un approccio orientato all’(inter) azione nell’ insegnamento e nell’apprendimento delle lingue. In questo senso le schede didattiche sono progettate per proporre dei compiti comunicativi propri della vita reale, da realizzare su Babelweb, come su altri siti del social web. Queste schede contengono informazioni sul livello di competenza linguistica richiesto, sugli obiettivi che i compiti comunicativi permettono di realizzare, nonché sulle procedure didattiche specifiche da seguire nel contesto di un corso di lingua.

Facciamo appello a tutti voi per trovare nuove idee e arricchire la nostra pratica didattica.

 

 

Note

 

[1] Un requisito imprescindibile nell’apprendimento di una lingua straniera

[2] Il corsivo è mio

[3] Di comunicare rapidamente e facilmente con altri studenti o parlanti la lingua target in tutto il mondo

[4] di comunicare in un modo che vada al di là del gruppo-classe e che tenga conto del criterio di autenticità dell’interazione

 

 

Riferimenti bibliografici

 

– Bange, P. (1992). À propos de la communication et de l’apprentissage de L2 (notamment dans ses formes institutionnelles). (D. Véronique, Ed.) Acquisition et interaction en langue étrangère. Nouvelles perspectives dans l’étude de l’apprentissage d’une langue étrangère en milieu scolaire et en milieu social, (1), 53–85.
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