Un elefante a Bressanone

20/03/2013

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L’autunno scorso abbiamo cominciato a leggere nel nostro forum letterario “Eva    Dorme” di Francesca Melandri, un romanzo che tematizza la questione sudtirolese. Essendo di nazionalità portoghese, la mia percezione di questa problematica era molto superficiale. Motivata da questa lettura, alla fine d’ottobre ho intrapreso insieme a mio marito un viaggio in Alto Adige sulle tracce della famiglia di Eva.

Dopo qualche giorno a Merano e Bolzano, siamo arrivati a Bressanone. Siccome il tempo era brutto e piuttosto invernale, abbiamo scelto come alloggio un albergo comodo e accogliente: lo storico Hotel Elephant in pieno centro. Sulla facciata di quest’albergo è dipinto un sorprendente affresco che rappresenta un enorme elefante con il suo mahout addosso e circondato da diversi personaggi. Quest’animale esotico nel cuore delle Alpi ha svegliato la mia curiosità e come risultato della mia ricerca vi racconto adesso il fantastico viaggio dell’elefante Salomone, un vero ambasciatore fra diversi popoli e culture nell’Europa del Rinascimento.

Siamo a Lisbona nell’anno 1551. Il re portoghese Giovanni III decide di regalare a suo nipote, l’arciduca Massimiliano d’Austria (futuro imperatore Massimiliano II) un elefante che aveva fatto venire dall’India. L’elefante fu battezzato Salomone. Non si conosce il motivo esatto di questo stravagante regalo – secondo alcune fonti, sarebbe stato un regalo di nozze, secondo altre, Salomone (variante di Suleimano) sarebbe un simbolo della sconfitta dell’ impero ottomano per opera degli austriaci. In ogni caso, questo tipo di regalo esotico era di moda alla corte portoghese come dimostrazione del potere politico-economico risultante dalla scoperta di nuovi mondi.

Accompagnato dal suo mahout e da un enorme seguito, l’elefante iniziò il lungo e avventuroso viaggio da Lisbona fino a Vienna, attraversando la Spagna, il Mediterraneo fino a Genova, passando poi per Milano, Mantova, Verona, Trento e Bolzano. Dappertutto Salomone fu accolto dalla folla stupita che festeggiò il suo passaggio come un evento straordinario. Dopo questa camminata, che durò qualche mese, tutti erano stanchi e inoltre l’inverno era frattanto arrivato nelle Alpi. Occorreva così fare una sosta prima di affrontare la difficile salita verso il passo del Brennero. A Bressanone esisteva un grande albergo dotato di ampie stalle che poteva ospitare in modo comodo l’elefante e i suoi accompagnatori. Dopo una meritata sosta di due settimane in quest’albergo, l’elefante e il suo seguito proseguirono il loro viaggio, prima a piedi verso Innsbruck e poi per via fluviale attraverso l’Inn e il Danubio, arrivando finalmente a Vienna, dove Salomone fece un ingresso trionfale.

Con una riuscita trovata di marketing, l’oste che aveva ospitato Salomone a Bressanone ribattezzò l’albergo “Am Hellephanten” e fece dipingere sulla facciata l’affresco che aveva suscitato la mia attenzione.

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